giovedì 4 febbraio 2016

SERAFINO DI LORETO: QUANDO IN BANCA SI SCOPRE L'ILLECITO

L'avvocato Serafino Di Loreto ci segnala un interessante articolo sul mondo degli Istituti di Credito.
 
Il mondo bancario infatti sta cambiando rapidamente, e nonostante le banche siano un'importante istituzione per il nostro Paese, accade sempre più spesso che il rapporto con il cliente (generalmente un piccolo imprenditore, una impresa) diventi illecito. 

Ultimamente questi illeciti sono cresciuti a dismisura mettendo a rischio l’esistenza di numerose imprese italiane e di conseguenza decine di migliaia di posti di lavoro e di famiglie.

Tutto nasce da una società cliente che ha proposto l'opposizione attraverso l’avv. prof. Piero Lorusso avverso il decreto ingiuntivo ottenuto nei suoi confronti dalla banca per il recupero della complessiva somma di euro 700.000,00, quale saldo debitorio dei c/c nn., fondandola sulla perizia certificata di SDL da cui sono emerse sia usura sia anatocismo.


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PERCHÈ IN BANCA LE SEDIE TRABALLANO

Avv. Serafino Di Loreto
Avv. Serafino Di Loreto
Interessante articolo segnalato dall'Avv. Serafino Di Loreto sul futuro delle banche,  che ci offre una panoramica dell'instabile situazione all'interno degli Istutiti Bancari.

C’era infatti una volta il bancario dal posto sicuro e ben pagato. Grazie al fatto che nel settore non esisteva la concorrenza e ogni banca aveva il suo compito. Da allora tutto è cambiato. E se per gli addetti la vita è più difficile, per la clientela ci sono stati benefici. Cosa ci riserva il futuro.

Perché in banca le sedie traballano: su LA VOCE

lunedì 1 febbraio 2016

TRIBUNALE DI ROMA, VERBALE DI CONFERIMENTO DELL'INCARICO DI CONSULENZA TECNICA

avv. Serafino di Loreto
Avv. Serafino di Loreto

Pubblichiamo la  segnalazione dell'avv. Serafino di Loreto.

Si provvede ad allegare l’ennesimo verbale di conferimento di incarico per redazione di perizia tecnico contabile con i quesiti del PM ottenuto presso le Procure territorialmente competenti ed in particolare dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che testimonia la grande attenzione ormai rivestita dal fenomeno dell’usura della banca nella banca oltre ai grandi successi riportati in sede penale dalla SDL e dai suoi avvocati.
Con denuncia ritualmente depositata si sono rappresentate le responsabilità afferenti i reati di usura, estorsione e truffa.

IL PM ha ritenuto di disporre la perizia tecnico contabile.
Infatti così come evidenziato dalla Suprema Corte (Cass. Sezione 1, 12.12.2012, n.22756) il richiamato art. 20, nei commi da 1 a 4, mira ad offrire tutela alla vittima del reato di usura e di altri ad esso assimilati, intendendo bilanciare l’interesse del creditore all’adempimento con l’apprestamento delle condizioni di un’eccezionale verifica di nesso eziologico tra la difficoltà solutoria e la genesi criminale del debito, così da assicurare agevolazioni e provvidenze alle vittime. Questo essendo il significato del blocco dei termini sostanziali di scadenza da un lato e di quelli processuali d’altro, appare evidente che la tutela pubblicistica che lo Stato aggiunge in siffatto modo all’elargizione economica verso le vittime introduce un’alterazione nelle ordinarie relazioni civili intermediate anche con il processo, dunque collocandosi – al di là della legislazione sociale di sostegno – in un quadro di prevalenza dell’interesse pubblico alla protezione di ogni situazione debitoria, d’impresa o meno, incisa anche indirettamente da tali reati.

avv. prof. Piero Lorusso

venerdì 29 gennaio 2016

AVV. SERAFINO DI LORETO: INTERVISTA SU L'OPINIONE

Il suo nome e quello del suo socio fondatore rimbalzano nei telegiornali e nelle reti di tutte le reti e su internet sono visibili tanti dei loro accalorati interventi. Il loro lavoro comincia a scoperchiare una pentola dalle dimensioni spaventose.  

Serafino Di Loreto (nella foto), legale e professore universitario per passione, qualche anno fa si mette a spulciare nelle carte di un amico suicidatosi perché strangolato dai debiti con le banche e trova alcune gravi scorrettezze commesse a suo danno da parte di un istituto di credito che aveva enormemente contribuito a stringere il nodo di quel cappio. 


“Oltre il 92 per cento dei conti correnti (statistica ricavata da oltre 130mila pre-analisi effettuate) è affetto da “ladrocinio” (usura e anatocismo) da parte degli istituti bancari e finanziari. Su un finanziamento di 100mila euro arrivano a sottrarne ogni quattro/cinque anni fino a 30mila euro. In Italia, oltre a pagare tasse stratosferiche, dobbiamo mantenere uno stato occulto (banche e finanziarie) che praticano una “tosatura orizzontale” e preleva dai conti dei clienti somme non dovute”. 

AVV. SERATINO DI LORETO: L'USURA DELLA BANCA NELLA BANCA

Il Prof. Avv. Serafino di Loreto ci comunica questa segnalazione da parte dell'Avv. prof. Piero Lorusso di un interessante verbale di conferimento di incarico per la redazione di una perizia tecnico contabile con i quesiti del PM ottenuto presso le Procure territorialmente competenti ed in particolare dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che testimonia la grande attenzione ormai rivestita dal fenomeno dell’usura della banca nella banca oltre ai grandi successi riportati in sede penale dalla SDL Centrostudi e dai suoi avvocati.



Con denuncia ritualmente depositata si sono rappresentate le responsabilità afferenti i reati di usura, estorsione e truffa.
IL PM ha ritenuto di disporre la perizia tecnico contabile.

Infatti così come evidenziato dalla Suprema Corte (Cass. Sezione 1, 12.12.2012, n.22756) il richiamato art. 20, nei commi da 1 a 4, mira ad offrire tutela alla vittima del reato di usura e di altri ad esso assimilati, intendendo bilanciare l’interesse del creditore all’adempimento con l’apprestamento delle condizioni di un’eccezionale verifica di nesso eziologico tra la difficoltà solutoria e la genesi criminale del debito, così da assicurare agevolazioni e provvidenze alle vittime. Questo essendo il significato del blocco dei termini sostanziali di scadenza da un lato e di quelli processuali d’altro, appare evidente che la tutela pubblicistica che lo Stato aggiunge in siffatto modo all’elargizione economica verso le vittime introduce un’alterazione nelle ordinarie relazioni civili intermediate anche con il processo, dunque collocandosi – al di là della legislazione sociale di sostegno – in un quadro di prevalenza dell’interesse pubblico alla protezione di ogni situazione debitoria, d’impresa o meno, incisa anche indirettamente da tali reati.



giovedì 28 gennaio 2016

ANATOCISMO: TUTTE LE IMPRESE VENETE SONO A RISCHIO

La quasi totalità delle aziende venete che hanno avuto la possibilità di accedere al credito bancario sono rimaste vittime di anatocismo. Ad affermarlo il Prof. Avv. Serafino Di Loreto docente universitario espetrto di temi finanziari, a margine di un convegno sul fenomeno dell’usura bancaria Sono imprenditori che hanno versato somme importanti, soldi non dovevano restituire agli istituti di credito.


Ma cos'è esattamente l'anatocismo? 

Il termine anatocismo deriva dal greco anà (di nuovo) e tokòs (interesse) e sta ad indicare l'azione con cui si sommano gli interessi al capitale sul quale sono stati calcolati (capitalizzazione degli interessi), in modo che detti interessi producano a loro volta altri interessi supplementari. In altre parole si tratta del cosiddetto calcolo degli interessi sugli interessi. 

Da un punto di vista strettamente giuridico, in un'obbligazione pecuniaria l'utilizzo dell'anatocismo comporta, per il debitore, il pagamento non solo del capitale e degli interessi concordati, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già computati e già scaduti, comportando conseguentemente una crescita esponenziale del debito, soprattutto in presenza di tassi di interesse elevati.

martedì 29 dicembre 2015

AVVOCATO BIAGIO RICCIO: INTERVISTA AL SETTIMANALE "VERO"

L’intervista, nata a seguito di un importante convegno che si è tenuto a Napoli presso l’Hotel Excelsior cui Fondazione SDL ha aderito ed intitolato Il Favor Debitoris nel Diritto Bancario, dove è stato effettuato un primo bilancio della legge 108/96 a quasi 20 anni dalla sua entrata in vigore ed è stata inoltre inaugurata l’Associazione Favor DEBITORIS.


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Dalla parte dei consumatori. 
Soprattutto i correntisti bancari, parti deboli che, in certi casi, si trovano strozzate da tassi d'interesse troppo alti. Questo è il biglietto da visita dell'avvocato Biagio Riccio. Autore di numerose pubblicazioni, esperto id diritto fallimentare e societario, il legale ha ottenuto importanti risultati in tema di usura e anatocismo bancario. In questi giorni nasce il sito Internet di Favor Debitoris, l'associazione di cui è fondatore. Lo abbiamo incontrato.

IL 95% DEI CONTI NON È CORRETTO

Avvocato, quali sono i numeri dell'usura e dell'anatocismo bancario? 

"Secondo un report pubblicato dalla fondazione SDL, addirittura il 95 percento dei contratti di conto corrente esaminati presenterebbero tassi usurari. Già nel 1999, la stessa Banca d'Italia ha dovuto prendere atto che tutte le banche praticavano l'anatocismo (la produzione di interessi da altri interessi, resi produttivi, sebbene scaduti o non pagati, su un determinato capitale, ndr), che è un espediente raffinato. Poi sono arrivati il decreto salva banche e la reintroduzione dell'anatocismo come pratica legale. Così gli istituti ancora oggi calcolano gli interessi con tassi usurari".

In questo senso, che cosa può fare un'associazione?

"La nostra è una scelta etica prima che culturale, che nasce nell'alveo di un impegno costante che mi ha visto difendere sempre la parte più debole della relazione processuale in questi vent'anni di professione. Abbiamo coinvolto anche diverse fondazioni, da SDL Centrostudi fino a Interessi Comuni. Ogni giorno sentiamo il grido di dolore dei vessati dalle banche che, in forza di crediti che si rivelano essere usurari, si vedono notificare decreti ingiuntivi e vengono segnalati alla Centrale Rischi della Banca d'Italia. E si vedono revocare linee di credito: così si crea quella irreversibile crisi di liquidità che comporta diversi fallimenti aziendali". 

Quali sono in concreto le iniziative che proponete? 

"Noi sosteniamo che deve essere riformato il Testo unico, che raccoglie tutte le leggi in tema di diritto bancario, in modo che preveda espressamente la possibilità che la banca sbagli. E, in questo caso, previo accertamento giurisdizionale, l'istituto deve essere punito con una sanzione pari al triplo del valore della segnalazione, salvo il maggior danno".


"IL PROCESSO? SOLO COME EXTREMA RATIO"

Qual è la peculiarità professionale che contraddistingue un avvocato? 

"L'avvocato, in primo luogo, è un mediatore che deve comporre il conflitto. garantendo la massima assistenza. Il giudice è la extrema ratio: bisogna, in qualsiasi caso, arrivare a una transazione per non inflazionare la macchina giudiziaria con procedimento troppo onerosi e pesanti. Ritengo che anche i colpevoli, indifendibili, debbono avere tutela. In qualsiasi circostanza si deve trovare una soluzione per il proprio assistito, anche riconoscendo la colpa per un ravvedimento, se è il caso. Così il danno si limita e si rende un servigio alla comunità e al cliente".

Ci spiega per quale motivo ha deciso di svolgere questa attività? 

"Ho sempre avuto la propensione a trovare soluzioni, anche in caso assai complessi e articolati. Confesso altresì, di essere piuttosto vanitoso: mi piace parlare in contesti pubblici. Un'arringa mi diverte e mi esalta allo stesso tempo . Il potere e il fascino della parola richiamano la persuasione, l'arte di convincere: l'avvocato è in primo luogo un attore che deve ammaliare chi decide".

Il nostro processo penale è caratterizzato da un modello di tipo accusatorio, in cui il difensore del cittadino indagato o a processo può ricorrere anche alle indagini difensive. Che ne pensa? 

"Con la riforma del Codice di procedura penale si è passati dal modello inquisitorio a quello accusatorio, e a mio avviso questa è stata una grande conquista. Ne occorrono altre due: la divisione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti e la mitigazione della carcerazione preventiva". 

E se non avesse fatto questo mestiere? 

"Avrei fatto il giornalista. Amo moltissimo scrivere. Leggo cinque quotidiani al giorno e adoro la prosa di Indro Montanelli: in sessanta righe diceva tutto.  

In questo momento piuttosto difficile per l'Italia, qual è la notizia che, più di tutte, le piacerebbe leggere sui giornali? 

"Mi piacerebbe vedere in giro meno povertà e miseria. In questo Paese non c'è più la classe media, la borghesia che ci ha trainato per anni. Stiamo diventando più poveri. E, come se non bastasse, abbiamo sempre meno fantasia imprenditoriale".